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Il russamento e apnea notturna nell’adulto

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Parliamo del russamento e apnea notturna nell’adulto

I disturbi respiratori del sonno comprendono il russamento, la sindrome dell’aumentata resistenza delle prime vie aeree, la sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno, la sindrome da deficit dell’attenzione e la sindrome della stanchezza cronica. 

 

Le patologie di interesse odontoiatrico sono appunto il russamento e la sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno.

 

L’apnea ostruttiva del sonno chiamata anche OSAS è caratterizzata dalla comparsa durante il sonno di ripetuti episodi di ostruzioni delle vie aeree superiori che sono alla base di una interruzione o diminuzione del flusso aereo respirato. 

 

Tale costrizione può verificarsi per una durata di 10 secondi fino a diversi minuti nei casi più gravi, anche numerose volte ogni ora maggiore anche di 5 volte.

 

Il russamento è sicuramente il sintomo pre clinico della sindrome delle OSAS: è noto infatti, che anche se la maggior parte dei russatori non soffrono di apnea da sonno, invece quasi tutti i pazienti apnoici sono russatori.

 

L’OSAS è una malattia non trasmissibile, di lunga durata e di lenta progressione; è una patologia estremamente frequente nella popolazione mondiale ma si stima che circa il 80% dei soggetti affetti non venga mai diagnosticato.

 

Russare dunque può essere il campanello d’allarme delle OSAS ed il sonno potrebbe essere caratterizzato da agitazione, continui cambiamenti di posizione e frequenti risvegli.

 

L’evento apnoico termina con un risveglio completo da parte del paziente che nel tentativo di ripristinare il flusso d’aria con sforzi e atti respiratorie superiori alla norma, si sveglia. 

 

Il numero di eventi di apnea o ipopnea per ora, chiamato indice AHI, ne determina la severità perché se questo indice è:

compreso tra 5 e 15 abbiamo una forma lieve di osas

– compreso tra 15 e 30 abbiamo una forma media

– compreso se è maggiore di 30 abbiamo una forma grave

 

Ostruzioni complete o parziali delle vie respiratorie durante il sonno derivano da rilassamento e dal collasso dei tessuti che compongono le strutture anatomiche delle vie aeree respiratorie.

 

I pazienti a rischio di osas sono quelli che hanno un indice di massa corporea superiore a 30, sono dunque obesi, quelli che soffrono di insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, ipertensione.

 

I maschi sono colpiti di più rispetto alle femmine; sono predisposti maggiormente i soggetti con un’età superiore a 60 anni, i fumatori, coloro che fanno uso di droghe e assunzione di alcolici. 

 

Dunque il paziente comunemente associato alle OSAS è maschio di mezza età, obeso, affetto da sonnolenza diurna e russatore.

 

In pazienti affetti da OSAS sono state riscontrate lo sviluppo poi di patologie endocrine, cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2, reflusso gastroesofageo, parodontite, bruxismo e insufficienza renale cronica.

 

Ecco perché i disordini respiratori del sonno nell’adulto, stanno acquisendo un interesse crescente a livello di salute pubblica visto che alterano la qualità della vita e sono correlate a patologie cardiovascolari e metaboliche.

 

I soggetti OSAS vanno incontro inoltre a probabilità di incidenti stradali fino a 7 volte superiori rispetto ai soggetti sani e sono considerati più a rischio per infortuni sul lavoro e soggetti alla riduzione della performance lavorativa.

 

Per fare una valutazione clinica delle OSAS ci si affida a dei questionari, si fa una valutazione della storia clinica del paziente e successivamente si eseguono delle analisi strumentali.

 

Tra i questionari, sicuramente quelli più utilizzati sono la scala ESS che è uno strumento di screening in cui al paziente vengono fatte 8 domande. 

Se il punteggio è superiore a 10 il soggetto potrebbe essere a rischio di OSAS.

 

Altro questionario somministrato è il cosiddetto STOP BANG: se il paziente ha un punteggio superiore a 3 potrebbe essere indagato per OSAS.

 

Abbiamo detto che il russamento è il sintomo più frequente che colpisce i pazienti con OSAS e l’incidenza della patologia cresce con l’abuso di alcool, aumento di peso e posizione supina. 

 

Il russamento potrebbe essere molto fastidioso per il compagno di camera ed è causa di tensione all’interno della coppia visto che il paziente spesso va a dormire in una camera differente dal proprio compagno. 

 

La testimonianza dei compagno di camera è fondamentale in quanto circa il 75% dei soggetti non si accorge di avere episodi apnoici o di russamento.

 

Durante l’apnea può verificarsi una sensazione di soffocamento al momento del risveglio, i movimenti del corpo possono essere violenti e a volte i pazienti descrivono un risveglio con una sensazione di asfissia e di soffocamento. 

Può essere presente poi sudorazione notturna causata dall’incremento eccessivo dell’azione e dello sforzo respiratorio dovuto alle ripetute ostruzione delle vie aeree. 

La circonferenza del collo in questi pazienti è spesso aumentata: abbiamo colli con diametri superiori a 43 cm per gli uomini e 40 cm per le donne.

 

L’esame strumentale che sicuramente è considerato il “Gold Standard diagnostico” è la polisonnografia: con essa è possibile analizzare numerose funzioni corporee.

Vengono rilevati i parametri respiratori come la saturazione dell’ossigeno che permette di analizzare la presenza di apnee o ipopnea con la relativa quantità e durata.

In particolare la polisonnografia implica una notte di sonno passata in laboratorio oppure anche al proprio domicilio.

 

 Durante la notte vengono registrati:

i movimenti oculari rapidi

– l’elettroencefalogramma per rilevare le fasi del sonno e i risvegli

– i movimenti di torace e addome per valutare la dinamica respiratoria

– viene compiuto un elettrocardiogramma

– un elettromiografia degli arti inferiori del massetere

– l’ossimetria è la registrazione del flusso aereo oro nasale

 

In base ai risultati viene valutata la gravità delle OSAS e conseguentemente si decide la terapia.

Le terapie possono essere:

terapie cognitivo comportamentali

– terapia posizionale 

– terapia ventilatoria

– utilizzo di dispositivi orali

– terapia chirurgica 

 

E’ sicuramente consigliato il calo di peso poiché nelle persone sovrappeso o obese l’accumulo di tessuto adiposo nella regione sottomentale negli spazi retrofaringei contribuisce a ridurre il calibro delle vie aeree; dunque la perdita di peso può portare a miglioramenti delle ossa fino alla loro completa remissione.

 

La terapia cognitivo-comportamentale comprende tutte quelle strategie che sono volte all’esercizio fisico oltre al calo ponderale, alla fisioterapia respiratoria, alla astinenza dall’alcol e droghe e ad una migliore igiene del sonno.

 

La terapia posizionale corrisponde nell’indicare al paziente di dormire di lato e non supino.

 

La terapia ventilatoria così chiamata CPAP è attualmente considerata la terapia più efficace soprattutto per le osas sia moderate che severe in pazienti con gradi di livelli di saturazione di ossigeno molto ridotti. 

 

La CPAP è in grado di contrastare il collasso delle vie aeree superiori, erogando un flusso d’aria attraverso una maschera nasale o oronasale e che stabilisce una pressione positiva nella faringe.

Il problema della terapia ventilatoria e la compliance del paziente poiché il macchinario è ingombrante e necessita di un periodo di adattamento più o meno lungo.

 

Per i pazienti con grado di apnea da lieve a moderata, la CPAP viene spesso sostituita da dispositivi orali di riposizionamento mandibolare o avanzamento mandibolare.

 

Questi a differenza della CPAP, vengono prescritti dall’odontoiatra e sono poco invasivi e quindi incontrano più facilmente il favore del paziente favorendone la collaborazione.

Questi dispositivi protrudono la mandibola consentendo la stabilizzazione e l’allargamento delle vie aeree superiori.

 

La Terapia chirurgica è da prendere in considerazione solo nei casi di OSAS gravi, soprattutto dopo che le altre metodiche terapeutiche non hanno portato a nessun miglioramento o alla remissione della sintomatologia.

L’obiettivo è quello di rimuovere eventuali fattori ostruttivi respiratori nei distretti di interesse otorinolaringoiatrico: scopo della chirurgia nasale sarà quello di risolvere l’insufficienza nasale; obiettivo della chirurgia oro faringea sarà quello di rimodellare la zona del ritmo delle fauci.

Come sempre il successo viene garantito da un approccio multidisciplinare tra otorinolaringoiatra, odontoiatra e chirurgo

 

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