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I dentifrici

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I DENTIFRICI

 

I dentifrici (termine che deriva dal latino “strofinare i denti”) vengono impiegati con successo nelle quotidiane pratiche di igiene orale domiciliare per lo spazzolamento di denti e lingua con l’obiettivo di rimuovere il biofilm, asportare i piccoli frammenti di cibo rimasti tra i denti e veicolare sullo smalto e nel cavo orale agenti chimici utili a tutelarne l’integrità.

 

Il dentifricio, dunque, rappresenta il mezzo più pratico per il controllo della placca. 

 

Nella composizione di un dentifricio è possibile individuare:

  • conservanti, lubrificanti ed umettanti: evitano che il prodotto si deteriori
  • parabeni, conservanti ad azione antisettica: garantiscono la sterilità del prodotto nel tempo
  • abrasivi o lucidanti: legano tutti i componenti del dentifricio e conferiscono consistenza e omogeneità al prodotto
  • aromatizzanti: conferiscono caratteristiche gradevoli
  • integratori salivari: enzimi che integrano la saliva nei pazienti con iposcialia e xerostomia

 

Tra tutti meritano un accenno gli abrasivi, poiché completano l’azione dello spazzolino nel disorganizzare la placca.

 

Le paste dentifricie contengono normalmente il 20-60% di abrasivo, tra cui silicio idrata, ossido di alluminio, metafosfato di sodio, bicarbonato di calcio, fosfato di calcio e perlite.

 

L’abrasività è la capacità di un dentifricio di portare parte dei tessuti duri del dente. 

 

Questa caratteristica, se eccessiva, durante lo svolgimento delle normali pratiche di igiene orale, può indurre un processo di usura con danni a livello di smalto e dentina; l’elevato potere abrasivo può indurre l’insorgenza di sintomatologia dolorosa ed ipersensibilità dentale

 

Il potere abrasivo dei dentifrici è espresso da due parametri: il coefficiente di abrasività dentale (RDA) ed il coefficiente di abrasività dello smalto ( REA). 

Purtroppo non tutti i fabbricanti indicano nelle confezioni i livelli di abrasività.

 

La bassa abrasività (RDA da 0 a 50) è indicata per i pazienti con denti sensibili, recessioni, erosioni e abrasioni con esposizione di dentina, patologia diabetica, gravi lesioni dello smalto in pazienti in radioterapia per neoplasie della testa e del collo ed in pazienti che presentano xerostomia.

 

La media abrasività (RDA da 60 a 100) è indicata per tutti i pazienti con dentatura sana e smalto integro.

 

L’abrasività moderata o alta (RDA oltre 101) è tipica dei dentifrici erroneamente commercializzati come dentifrici sbiancanti. La loro aggressività ne sconsiglia l’utilizzo quotidiano:1-2 volte alla settimana.

 

Ai dentifrici spesso viene aggiunto il fluoro per la profilassi domiciliare.

L’esposizione quotidiana ai fluoruri contenuti nei dentifrici è il metodo più efficace per la prevenzione della carie sia nei bambini che negli adulti.

 

La concentrazione di fluoro nel dentifricio è mediamente pari a 1000 ppm con picchi fino a 1450 ppm, apparentemente eccessiva per gli scopi desiderati , ma appena sufficiente se si considera che la maggior parte dei fluoruri contenuti nella pasta vengono dispersi, diluiti nella saliva, nel risciacquo, nella placca e nei residui di cibo. 

 

Altro componente che di solito si trova nei dentifrici è lo xilitolo.

Lo xilitolo è una sostanza cristallina dolce come lo zucchero, reperibile in natura nella frutta, nelle bacche, nei funghi, nella corteccia delle betulle. 

Lo xilitolo è un dolcificante con proprietà anti cariogene, inibisce la crescita dei batteri cariogeni e la formazione della placca.

 

In commercio ci sono vari dentifrici specifici a seconda della situazione; ci sono dentifrici:

  • remineralizzanti
  • desensibilizzanti
  • di prevenzione del tartaro
  • di rimozione dei pigmenti esogeni
  • di disinfezione e di integrazione salivare

 

Dentifrici remineralizzanti: a seguito dell’azione dei microrganismi della placca, gli zuccheri vengono trasformati in acido lattico che abbassa il Ph orale verso valori critici, attivando la demineralizzazione dello smalto. 

Dopo circa 30 minuti la saliva, mediante l’azione tampone, riporta il Ph verso valori iniziali. 

Tale azione viene agevolata e incrementata dall’impiego di dentifrici dotati di potere demineralizzante legato ad alcuni componenti: fluoruri organici ed inorganici.

 

Esempi sono il Sensodyne Pro Smalto, Elmex Protezione Erosione e Biorepair Plus Protezione Totale: quest’ultimo consente di riparare piccoli difetti dello smalto, graffi e imperfezioni di usura grazie a microparticelle attive.

 

Dentifrici desensibilizzanti: usati per limitare l’effetto di recessioni gengivali, abrasioni da spazzolamento, erosione da alimenti acidi.

I costituenti con potere desensibilizzante sono il nitrato di potassio (Sensodyne classico RDA 40); cloruro di potassio e zinco (sensodyne previo RDA 40); l’arginina che sigilla i tubuli dentali (Elmex sensitive Professional con 1450ppm obliterando i tubuli dentinali).

 

Dentifrici anti tartaro: il tartaro è un deposito di sali insolubili che si deposita sulla corona; il principio con elevata azione antitartaro è il pirofosfato.

 

Dentifrici antinfiammatori: prescritti in caso di gengiviti e parodontiti: total colgate, Elmex, Meridol, Curasept, Dentosan e Paroex.

 

Dentifrici sbiancanti: iniziamo subito con il dire che questi dentifrici sono assolutamente sconsigliati nei pazienti con ipersensibilità dentale, erosioni acide e abrasioni poiché aggraverebbe la loro situazione e sono sconsigliati anche nei pazienti in crescita. 

 

Sono da utilizzare al massimo due volte a settimana; molti pazienti sentono la necessità di usare dentifrici sbiancanti a causa della presenza di pigmenti sulla superficie esterna del dente dovuta a particolari alimenti: tè, caffè, liquirizia, vino rosso, curcuma o dovuta ad alcune abitudini quali il fumare la sigaretta, il sigaro o la pipa. 

 

Il metodo migliore per la rimozione di queste macchie è sicuramente in studio tramite l’utilizzo di coppette e air polishing.

 

Molti dentifrici sbiancanti non agiscono tramite azione chimica ma tramite azione abrasiva (Sensodyne B, Elmex intensive). 

 

Solo alcuni dentifrici contengono un derivato del lichene e quindi agiscono per azione chimica e questi sono da preferire (Blanx med, Perlax, Rembrandt).

 

Dentifrici antialitosi: il 25% della popolazione soffre di alitosi; i migliori in commercio sono: Meridol Halitosis e Curasepte daycare.

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