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I rilevatori di placca

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I rilevatori di placca

 

L’utilizzo dei rilevatori di placca permette il mantenimento di una corretta igiene orale, aiutano il paziente a vedere le zone dove deterge meno e permettono così di migliorare il proprio standard di igiene orale.

 

La placca batterica è costituita dai microrganismi e cellule di sfaldamento provenienti dal cavo orale immersi in una matrice organica.

 

Essa rimane fortemente adesa alla superficie dei denti e delle mucose.

 

La placca batterica è il comune denominatore di carie, gengivite, parodontite e alitosi.

 

Può essere rimossa tramite lo spazzolamento e l’utilizzo del filo interdentale, tramite l’azione chimica di colluttori ed è visibile tramite l’utilizzo di rilevatori di placca.

 

Al termine delle manovre di spazzolamento evidenze scientifiche hanno dimostrato che rimane circa il 50% di placca: tale fenomeno è spiegato da una scarsa manualità, fretta nello spazzolamento, mancanza di motivazione e propensione alle manovre di igiene orale.

 

I rilevatori di placca sono formati dal blu di metilene (blu), mercurocromo (rosso), eritrocina (fucsia) fluorescenza (giallo brillante).

 

Sono venduti sotto forma di liquidi, compresse, tavolette.

 

I rilevatori a loro volta possono essere monotonali, bitonali (che evidenziano due colori diversi rosso per la pacca più recente e blu per quella già stratificata e questi sono i miei preferiti) oppure fluorescenti.

 

Dopo aver svolto la prima visita ai più piccoli, fisso loro un’igiene in cui, dopo aver posizionato un semplice apribocca, con l’utilizzo di un pennellino, applico il rilevatore sui denti e la lingua. 

 

A questo punto, con l’utilizzo di uno specchio o della telecamera intraorale, mostro al paziente i suoi denti e gli chiedo di commentare; insieme poi mostro la situazione della placca, le zone di accumulo di quella più recente dove il rilevatore di placca sarà di colore rosso e quella stratificata quindi presente da più tempo dove il colore del rivelatore sarà blu.

 

Correggo le tecniche di spazzolamento che il paziente eseguirà subito sotto la mia guida e quella dell’igienista che valuterà la placca e la indicherà nella cartella parodontale. 

 

Ai più piccoli, consiglio anche un utilizzo domiciliare dei rivelatori di placca in forma di tavolette, una volta al mese in modo che il paziente, vedendo la placca, potrà auto-valutare le zone trascurate, gli errori commessi durante le quotidiane manovre igieniche. 

 

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